

Le passeresti senza fermarti. Due piastrelle gemelle di biscotto ceramico, pallide d'osso, un clima scuro su un fianco. La passione a volte è fatta così: dura, senza colore, una scorza che non promette. Ti avvicini e il giallo è già lì: tuorlo, brace, l'oro di un frutto che di fuori era stato notte.
Fino all'istante in cui si staccarono furono una sola superficie. Il pigmento si strappò in celle, fiorì al centro, scelse una faccia. La piastrella B ha tenuto un cuore giallo più tondo, quasi intero, cinto d'arancio e poi il rosso del frutto schiacciato, un indaco trascinato sulla corona. La piastrella A ha tenuto il fianco viola-nero strappato, celle quasi di carbone, tre lobi cremisi e una piccola isola rossa che si staccò e restò. Il rilievo è quell'istante, ancora sollevato: un fondale di fango dopo l'incendio, terrazze concentriche, l'apertura divenuta materia.
Insieme chiudono una forma che non sarebbe mai restata intera. I cuori gialli si guardano attraverso il biscotto. Quello che sembrava crepuscolo era oro. Lo assaggi e ti smentisce. Si vendono solo insieme; ogni piastrella ha per unica gemella quella con cui è nata.
Le avresti superate. Scorza di crepuscolo, notte viola, dura, senza luce. Erano una finché non lo furono più. Nello strappo sbocciò l'oro: cuore tondo su una faccia, messo da parte sull'altra, brace, cremisi, una piccola isola rossa che scelse gemella e restò. Il rilievo ha tenuto l'apertura: celle, terrazze, l'interno del frutto rialzato, opaco. La passione a volte è così. Dura. Senza colore. Poi la assaggi e ti smentisce.
Frutto della passione — Ascolta



















